Dal romantasy alle saghe epiche, dai classici rispolverati agli esordienti italiani: una guida ragionata tra mercato italiano ed estero.
Perché vale la pena guardare al fantasy del 2026
C’è un momento, a inizio anno, in cui apri il catalogo di un editore e ti rendi conto che il fantasy ha smesso da un pezzo di essere un genere di nicchia. Mondadori, Rizzoli, Gribaudo: tutti spingono sul fantastico con titoli nuovi, ristampe curate, saghe che continuano. Il fantasy ha continuato a registrare una crescita significativa nel mercato italiano, e i cataloghi del 2026 suggeriscono che l’interesse del pubblico non si sia affatto esaurito.
Ho passato un po’ di tempo a guardare cosa c’è in libreria, cosa arriva dall’estero, cosa vale la pena segnalare tra i migliori libri fantasy del 2026. Non una lista di titoli obbligatori, piuttosto una mappa: sai già dove vuoi andare, ti serve qualcuno che ti indichi le strade.
Il panorama: cosa sta succedendo al fantasy nel 2026
Prima di parlare di titoli specifici, vale la pena capire in che acque ci muoviamo.
Il romantasy domina. Dragon romance, patti di sangue, scuole segrete, casate rivali: se nei primi anni Dieci era il distopico a guidare le classifiche YA, oggi c’è il fantasy romantico a fare il lavoro. Fourth Wing di Rebecca Yarros ha aperto una falla nel mercato italiano che ancora non si è chiusa, e il 2026 porta una coda lunga di titoli che cavalcano quella stessa onda.
Parallelo a questo, c’è un recupero dei classici che trovo interessante. Mondadori ristampa Leiber. Il Palindromo raccoglie tutta la saga di Bran Mak Morn di Robert E. Howard in un unico volume. C’è voglia di radici, di capire da dove viene il genere prima di lanciarsi sulle ultime uscite. Come lettore, lo capisco: quando si legge troppo fantasy contemporaneo tutto insieme, ogni tanto si sente il bisogno di tornare alla fonte.
Il fantasy italiano esiste, fatica a emergere, ma esiste. Qualche nome da tenere d’occhio, qualche editore indipendente che ci crede.
Per chi ama il romantasy
Burning Crown — Marie Niehoff
Primo volume della trilogia Dragonbound: una capitana di draghi e il suo drago-mutaforma in un rapporto proibito, dentro un esercito in cui quella relazione è punita con la morte. Niehoff non reinventa niente, ma gestisce il ritmo del genere con precisione. Se ami i dragon romance e sei nel mezzo del ciclo post-Fourth Wing, questo va nella lista senza discussione.
House of Bane and Blood — Alexis L. Menard
Primo volume della dilogia Vows and Vengeance: a Lynchaven, città spaccata tra nativi e discendenti, l’erede di una dinastia in rovina accetta un patto con il capo di una casata nemica. Il filone enemies-to-lovers non dà segni di stanchezza, e questo titolo funziona meglio della media perché Menard costruisce un sistema politico credibile intorno alla storia romantica, invece di lasciarlo come sfondo decorativo.
Dahlia. Il vivaio delle assassine — Laura Fiamenghi
La produzione italiana più interessante della stagione nel segmento YA romantico. Dahlia è la migliore agente del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie. Un romance dalle tinte cupe con una protagonista fuori dal cliché: maldestra, imprevedibile, le emozioni tutt’altro che sopite. Se segui il fantasy italiano e non l’hai ancora notata, è il momento di rimediare.
Per chi vuole qualcosa di più cupo
Le tenebre dentro di noi — Tricia Levenseller
Cambia registro. La protagonista è una duchessa che trama, manipola, usa le persone come pedine. Non è una storia romantica con un lato oscuro: è una storia di potere con qualcosa che assomiglia a un romance solo nei momenti in cui conviene alla protagonista. Pensa alla versione più fredda e calcolatrice delle anti-eroine di Abercrombie, adattata a un registro YA. Per chi stufa del solito arco del personaggio femminile che si ammorbidisce per amore.
Il filo del rasoio — Veronica Roth
Secondo capitolo della serie sul folklore slavo di Roth, seguito di Quando sei tra i corvi (2025). Dymitr torna nella sua famiglia di cacciatori di mostri per recuperare un libro di maledizioni legato alla leggendaria Baba Jaga, tra riti notturni, rituali sanguinosi e confini sempre più sottili tra nemici e alleati. Roth dimostra che sa fare molto altro oltre al distopico: c’è meno azione e più senso di minaccia diffusa rispetto a Divergent, e funziona meglio così.
Nota: chi non ha letto il primo volume (Quando sei tra i corvi, Mondadori 2025) farebbe bene a partire da quello.
Per chi vuole tornare alle origini
Le spade di Lankhmar — Fritz Leiber
Una ristampa che aspettavo. Fafhrd e il Gray Mouser sono due dei personaggi più divertenti e solidi della sword & sorcery classica: il ladro gigantesco e il mago di strada, in una città che puzza di sangue e spezie e non si prende mai troppo sul serio. Leiber è considerato uno dei principali precursori del fantasy urbano moderno. Se non li conosci, questa è l’occasione. Se li conosci già, sai già perché acquistarla.
Bran Mak Morn: Complete Saga — Robert E. Howard
Per i lettori che vogliono capire Howard al di là di Conan. Il re celtico è un personaggio meno conosciuto ma con una qualità malinconica che Conan non ha: porta sulle spalle il peso di un popolo che sta scomparendo, e si legge come una tragedia epica più che come avventura pura.
Per chi guarda all'estero
La fiamma di Sevenwaters — Juliet Marillier
Chiude una delle saghe di folk fantasy più solide degli ultimi vent’anni. Marillier lavora sulla mitologia irlandese con una cura che pochi autori in circolazione hanno, e questa conclusione porta avanti la storia di Maeve con la stessa pazienza narrativa che caratterizza tutta la serie. È fantasy lento, radicato, con ambientazioni che si sentono sotto i piedi. Se ami il folklore celtico e i romanzi fantasy che si prendono il tempo di respirare, è probabilmente il titolo più rilevante dell’intero anno.
City of Others — Jared Poon
Il titolo che mi ha sorpreso di più in questa ricerca. Urban fantasy ambientato a Singapore, con Benjamin Toh, funzionario governativo del DEUS (Division for Engagement of Unusual Stakeholders), incaricato di gestire i rapporti tra il governo e gli abitanti soprannaturali della città. Humor, azione e folklore del Sud-Est asiatico in un contesto culturale che il fantasy occidentale ignora quasi completamente. Non è ancora tradotto in italiano, ma se ti muovi in inglese vale l’acquisto. È il tipo di libro che allarga la mappa del genere invece di restare sempre nello stesso territorio.
Il fantasy italiano: un appunto a margine
La spada di Falkerith di Giancarlo Villa (Silele) e La profezia di Marco Freducci (Calibano) rappresentano quel filone di autori italiani che fanno fantasy epico e folcloristico senza l’appoggio dei grandi editori. La distribuzione è quella che è, la visibilità anche. Ma il lavoro c’è, e ignorarlo sistematicamente vuol dire perdere il quadro completo del genere nel nostro paese.
Non ti dico che sono i migliori fantasy dell’anno. Ti dico che esistono, e che il genere in Italia ha bisogno di essere letto anche quando non arriva con la copertina patinata di Mondadori.
Come scegliere tra i migliori libri fantasy da leggere nel 2026
Sei alle prime armi col fantasy del 2026?
Burning Crown o Dahlia entrano facile, sono ben costruiti, ti danno una mappa del gusto contemporaneo.
Sei un lettore navigato che cerca qualcosa di diverso?
Le tenebre dentro di noi, Il filo del rasoio, City of Others.
Vuoi capire la storia del genere prima di andare avanti?
Le spade di Lankhmar, Bran Mak Morn.
Il fantasy italiano ti interessa?
Segui gli editori indipendenti. Non aspettare che qualcuno te li porti in cima alle classifiche, perché probabilmente non succederà.
Una chiusura onesta
Il 2026 non reinventa il fantasy. Lo espande, lo decora, ci mette dentro sempre più emozioni romantiche e sempre meno spazio per l’ambiguità morale dura. Ma ci sono eccezioni, e le eccezioni sono spesso le cose più interessanti da leggere.
Buona lettura.
Hai letto qualcuno di questi titoli? O ce n’è uno che non hai trovato in questa guida e che meriterebbe di starci? Scrivilo nei commenti.




