RECENSIONI: Nocticadia di Keri Lake

da | Ago 17, 2026

Ecco il romanzo dark che avevo già segnalato nell’articolo sulle uscite fantasy di luglio 2026. In rete, tra schede editoriali e recensioni online, Nocticadia finisce sempre per essere incasellato con le stesse etichette: dark academia, campus universitario, patologo tenebroso. Le solite due o tre parole, ripetute all’infinito come un mantra.

Qui provo a scavare oltre quell’etichetta, offrendo una lettura più approfondita e sfaccettata. Nocticadia si svolge in un campus gotico su un’isola isolata, eretto sulle macerie di un ex ospedale psichiatrico, intrecciando horror corporeo, una passione proibita tra insegnante e studentessa e un tema spesso trascurato dalle recensioni frettolose: il lutto non elaborato. La protagonista porta con sé, fin dalla prima pagina, la ferita sanguinante della perdita di un genitore, ed è proprio quella ferita a spingerla verso un campo di studi che la maggior parte delle persone rifuggirebbe istintivamente. Sul piano psicologico, il romanzo esplora con efficacia l’idea dell’ossessione come forma distorta ma comprensibile di elaborazione del dolore: studiare da vicino ciò che ha strappato via chi amavi è anche un modo, patologico ma umano, per mantenere un legame con quella persona.

Di cosa parla

Quattro anni dopo la morte di sua madre, trasformatasi lentamente in qualcosa di non umano—vene annerite, occhi iridescenti, violenza crescente—Lilia Vespertine scopre che il parassita noctisoma, descritto nel suo saggio universitario, esiste davvero ed è studiato segretamente solo all’Università di Dracadia. Un’offerta di borsa di studio completa la attende su quell’isola al largo del Maine.

A Dracadia, tra le mura di un antico monastero trasformato in un campus gotico, Lilia si ritrova catapultata nel corso di neuroparassitologia del professor Devryck Bramwell, noto agli studenti come “il Dottor Morte”. Autopsie macabre, notti passate al laboratorio, cicatrici sospette da un attacco con acido e il persistente dubbio che sia coinvolto nella scomparsa di una studentessa anni prima. Intorno a loro aleggiano i segreti dei Corvi, una società segreta, l’ombra di antichi roghi e pratiche stregonesche risalenti al Settecento, mentre tra insegnante e allieva cresce un’attrazione pericolosa, cruda, che il libro non tenta neppure di addolcire.

La recensione

Il libro ha una struttura ben definita che merita di essere esplorata, con alcuni punti di forza che spiccano e altri limiti che non posso ignorare.

La prima cosa che salta agli occhi, ancor prima di tuffarsi nella trama, è l’imponente mole: Nocticadia supera le 190.000 parole, quasi il triplo della media dei romanzi fantasy. Per alcuni lettori queste dimensioni potrebbero risultare intimidatorie già in libreria, ma vi assicuro che vale la pena affrontarlo con pazienza e dedizione. La narrazione alterna i punti di vista di Lilia e Devryck, e nella prima metà del libro il ritmo procede con calma studiata: molta attenzione alla costruzione dell’atmosfera, una tensione trattenuta che cresce pagina dopo pagina, ma poche svolte narrative vere e proprie. Chi cerca un romantasy da slow burn troverà qui uno degli esempi più estremi del genere; chi invece preferisce un ritmo più serrato potrebbe sentirsi tentato di abbandonare prima di arrivare al punto in cui la storia comincia davvero a prendere fuoco.

La copertina italiana e il marketing del libro promettono un dark romance accademico elegante, quasi un “campus novel con un tocco gotico”, ma la realtà è ben più aspra. L’autrice stessa avverte in una nota iniziale che il testo contiene situazioni potenzialmente perturbanti, rinviando a un elenco dettagliato (con spoiler) sul suo sito. Oltre alla violenza fisica esplicita nelle prime pagine, ci sono riferimenti ad abusi passati, traumi infantili e una rappresentazione della malattia mentale che si intreccia con l’orrore corporeo: elementi che potrebbero risultare pesanti per alcuni lettori, anche al di là del contesto fantastico.

Sul piano stilistico, Bramwell si rivela più complesso del solito professore tenebroso: una cicatrice con un passato, legami familiari a una società segreta e il mestiere di patologo forense gli danno spessore, evitando che la sua freddezza resti solo un cliché. Peccato per la gestione delle informazioni: il romanzo affoga in dettagli di worldbuilding e glossario, spesso stipati senza respiro sulla pagina.

L’epilogo, con la sua apertura esplicita a un seguito, svela un gancio narrativo che potrebbe lasciare perplessi i lettori in cerca di una conclusione definitiva: pur presentandosi come opera autonoma, il romanzo lascia intravedere orizzonti più ampi nell’universo già esplorato.

Note sull’autrice

Keri Lake, autrice statunitense di romance gotico, si definisce specialista in “demoni, vendetta e colpi di scena perversi”. Il suo Nocticadia, uscito originariamente nel 2023, è esploso come caso editoriale grazie a TikTok, prima di essere ristampato in edizione rilegata da Bloom Books e tradotto in più lingue, tra cui l’italiano con Mercurio Books per Penguin Random House. Oltre a questo successo, ha scritto Anathema, primo volume di un’altra serie gotica con forti elementi horror, e altri titoli nel filone dark romance e paranormal romance. Nella vita privata, vive con marito, figlie e cani, e descrive il suo processo creativo come alimentato da caffè forte e musica alternativa: un dettaglio che, nella sua bio ufficiale, sembra quasi un marchio di fabbrica, a testimonianza di quanto curi la propria immagine pubblica oltre ai testi.

Perché lo consiglio

Lo consiglio a chi ama il dark romance accademico spinto all’estremo, senza mezze misure: qui l’atmosfera non è solo proclamata, ma palpabile, e Bramwell è un personaggio coerente, una rarità nel genere del “professore tenebroso”. Se desiderate un’ambientazione gotica che bilanci con serietà sia la componente medico-scientifica sia quella soprannaturale, senza preferire l’una all’altra, questo romanzo riesce nell’intento meglio di molti suoi pari.

A chi lo sconsiglio

Non lo consiglierei a chi, ingannato dalla copertina o dal genere indicato, si aspetta una lettura agile e patinata da dark academia: i contenuti sono ben più cupi di quanto il marketing lasci trasparire, e l’autrice stessa avverte esplicitamente. Né lo suggerirei a chi non ha la pazienza per un ritmo da lumaca nella prima metà del libro, o a chi cerca una storia autoconclusiva: qui il finale è un ponte verso altri racconti nello stesso universo, non un punto fermo.

E voi, fino a che punto vi spingete a sopportare un lento crescendo prima di cedere alla frustrazione o, invece, di lasciarvi conquistare dal fascino del Dottor Morte?

Fonti

TRA CODICE E FANTASY

Una passione che non tramonta mai quello della lettura e dei mondi fantasy

Lavoro ogni giorno tra codice, idee e piccoli mondi da costruire. Tra un problema da risolvere e una riga di codice, seguo la mia passione per la lettura e la creazione di storie e mondi fantastici. Amo scrivere, sperimentare e dare vita a progetti che uniscono tecnologia e immaginazione.

Nel tempo libero creo contenuti, disegno, programmo e imparo sempre qualcosa di nuovo. E se avessi qualche ora in più al giorno, le riempirei comunque di nuovi progetti.
Benvenuti nel mio spazio: qui parlo delle mie passioni, dei mondi che immagino e delle cose che sviluppo.

Claudio Torcasio

Web developer, Scrittore e Blogger

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